Monday, 23 April 2018

Roman Empire in the Moon

can you imagine the Roman Empire on the Moon? well... it would be aproximately something like this: (probably called the RoMOON Empire...)


evolución vegetal-13

La planta vacía, o árbol al revés, es una planta que crece en ambientes desérticos. Se manifiesta como una serie de círculos separados de bajas hojas carnosas a nivel del suelo con, al centro, un agujero.
Estos "círculos separados" son en realidad la manifestación externa de la planta, que en realidad se extiende por debajo de la tierra.


La planta, al principio, se desarrolla tan solo en el momento en que las rarísimas lluvias inundan el terreno desértico y activan la semilla. A partir de este momento la planta escava en profundidad sus raíces en la tierra creando una grande red subterránea, sin crecer al exterior.
Al crecer, y al volver el clima absolutamente seco y árido, la planta comienza a secar la parte central de sus raíces que se convierte en algo fácil de romper y escavar: el lugar ideal para las hormigas del desierto que entran en los canales internos a las raíces de la planta y comienzan a habitarla.
La simbiosis entre hormigas y planta es perfecta: los insectos arrastran dentro de la planta todo material orgánico, mineral y nutritivo del área alrededor a la planta y la planta da abrigo a los animales y les abastece de agua, ya que las raíces más bajas de la planta se abren en grandes sacos vegetales que conservan la humedad y recogen, en caso de nuevas lluvias, grandes cantidades de agua por largo tiempo.
Las hojas externas del árbol al revés son la entrada de la casa de las hormigas y estas, caminando encima de ellas después de sus exploraciones, acaban polinizándolas con el polen azucarado que las otras plantas vacías van lanzando al viento en sus proximidades.
Las semillas se generan en las hojas exteriores y asumen una forma muy peculiar, como de rueda. cuando son listas y se secan empiezan a rodar empujadas por el viento, corriendo kilómetros y kilómetros por el desierto. Pueden seguir rodando durante años, hasta que una nueva lluvia los sorprenda y les active comenzando un nuevo ciclo de vida.


Las poblaciones del desierto dan una importancia especial a estas plantas ya que en caso de necesidad pueden introducir en los agujeros de la planta un largo tubo, como una pajita gigante, y beber de la planta como si fuera de un pozo.

etimologia-35

PATETICO
Nel medioevo, durante le grandi celebrazioni o alla corte dei principi, quando in cucina si voleva realizzare una prelibatezza, si compravano gli ingredienti più cari: spezie, carne, sali, etc e si cominciava a preparare il piatto che doveva essere il più delizioso possibile.
Purtroppo non tutti i cuochi erano eccelsi e specialmente per quanto riguarda l'utilizzo di ingredienti che non spesso venivano impiegati normalmente.
Non era dunque così raro che, dopo aver generato dei piatti davvero orribili e inservibili, per non sprecare i preziosi alimenti, i cuochi cercavano di riutilizzarli con una soluzione d'emergenza e cioè amalgamavano tutto insieme generando dei gustosi pâté.
Avendo comunque promesso la realizzazione di grandi piatti elaborati e meravigliosi, spesso presentare una pastina unta di ingredienti tritati e basta rappresentava spesso una grande delusione per i commensali... fu così che la parola "pâté" divenne quasi un sinonimo gastronomico di "soluzione poco convincente... cosa quasi vergognosa... che fa compassione... che genera tristezza..." da cui l'idea dell'aggettivo "patetico" e cioè "relativo al pâté".

Sunday, 22 April 2018

Russian Archipelago

this is a map that shows the real distribution of the Russian language.
Instead of a solid block as we are used to think when we look at a map representing the vast territory of Russia, the Russian language majorities' geographical distribution is quite different, have a look: it's almost an archipelago!


o cachimbeiro

disegno pirografato su legno grezzo

animale fantastico 9

il TRONCAVALLO

Immaginatevi di camminare per un bosco fitto di alberi molto alti, come quelli del disegno qui sotto... riconoscereste la presenza di un animale?


be', probabilmente no. In effetti rendersi conto della presenza del Troncavallo è virtualmente impossibile: solo stando molto vicino alle sue zampe e guardando attentamente verso l'alto si potrebbe con molta fortuna intuire la sua presenza.
Infatti il Troncavallo presenta delle lunghissime zampe simili ad alti tronchi legnosi e il suo corpo, mimetico come quello di un camaleonte, si nasconde benissimo tra le chime frondose degli alberi.


Il Troncavallo è inoltre un animale timidissimo e presenta un udito formidabile: si muove lentamente nel bosco e, appena sente il rumore di qualche persona, si immobilizza.
Le sue zampe sembrano in tutto e per tutto dei tronchi qualsiasi della foresta come tutti gli altri visibili da dentro il bosco.
I racconti di viandanti che nel bosco si appoggiano a dei tronchi che prendono come punti di riferimento, ma che, al ritorno, sembrano essere spariti... oppure di gente nel bosco che si distende e si spaventa perché ad un tratto crede di aver visto due grandi occhi (timidi) che li osservano dall'alto delle chiome degli alberi e immediatamente spariscono... probabilmente sono tutti racconti che derivano dal fortuito incontro con un Troncavallo.
Questi animali del resto sono assolutamente innocui e totalmente pacifici: passano il tempo pascolando nel bosco e mangiando le foglie degli alberi.

tasse mutue!

proposta utopica estrema:
non si pagano più le tasse allo stato!
bella idea no? ...e quindi? ...quindi tutti i servizi sono a pagamento e uno che non riesce a pagarli muore di fame...
beh, quasi: tutto è a pagamento, ma tutti sono un po' più ricchi perché i soldi delle tasse non vanno allo stato, ma (soprattutto) nessuno muore davvero di fame perché si organizzano delle "tasse mutue" tra le persone e ognuno deve pagare qualcosa agli altri...
tranquilli è un'utopia, ma usate per un secondo la fantasia, senza bloccare l'idea con troppa razionalità (giocate un po' con questo sogno):

- ciascuno ha una quantità di denaro e ha l'obbligo ogni anno di dare la metà dei suoi soldi a 5 persone a sua scelta, cinque parti uguali a 5 persone che ha scelto.
non ci sono deroghe, non c'è alternativa: la metà dei tuoi soldi a qualche amico o familiare tuo (non alla tua famiglia diretta però, se no sarebbe come ridarsi i soldi da solo).
- chi ha pochi soldi dà poco e chi ne ha molti è obbligato a darne molti, chiaro.
- l'anno dopo si ricalcola quanto uno ha e in base alle sue ricchezze di nuovo si divide in due l'importo e una metà si divide ancora in 5 parti che vanno a 5 persone a scelta.

immaginate per un secondo che questo esista davvero:
- se hai bisogno di pagare un'operazione chirurgica carissima di sicuro avrai degli amici, dei famigliari e se hai spiegato a loro la tua situazione tutti loro ti destineranno una decima parte del loro capitale. non c'è limite di persone che possano donarti dei soldi quindi sicuramente, se hai amici, moltissimi di loro ti dedicheranno una parte dei loro soldi (che comunque dovrebbero dedicare a qualcuno).
- immaginiamo invece qualcuno che per coincidenza riceva molti soldi, ma davvero tanti senza esserseli sudati. prima di tutto dovrà pur significare che questa persona ha dei meriti sociali per essere stata scelta come destinatario di soldi da così tanta gente, il che premia le persone socialmente migliori, più empatiche, meno conflittive, più umane; poi non c'è da preoccuparsi tanto perché l'anno dopo comunque dovrà pure lui versare la metà dei suoi soldi a qualcuno in ogni caso e non resterà per sempre con quella quantità di soldi per sempre.

in questo modo i soldi sarebbero forzati a fluire socialmente, diciamo, e oltre a non poter ristagnare per sempre nelle mani di pochi individui intoccabili, avrebbero la tendenza di confluire dove ce n'è davvero bisogno e non a chi non ne ha bisogno.
considerate anche che si favorirebbe una società basata su una rete di mutuo appoggio e di favori tra amici (in senso buono), una società che premia chi ha una buona reputazione, una buona maniera, un buon atteggiamento e nessun nemico. si tratterebbe quindi di usare i soldi come collante sociale di una società vera, società nel senso stretto della parola e non un'amalgama di persone individualiste e competitive come la nostra "società" capitalista.
far bene agli altri verrà ripagato.
aver aiutato qualcuno sarà ricordato.
non essere invidioso, individualista e competitivo avrà più valore che il contrario.
le persone false e odiose, le persone razziste e conflittive, le persone che ingannano e si approfittano degli altri avranno necessariamente la tendenza a rimanere ogni anno con meno dinero tra le mani, perché quasi nessuno deciderà di donar loro una decima parte dei loro capitali; e se davvero ad un certo punto diventassero troppo poveri, con un minimo di sforzo di umiltà potrebbero ottenere l'aiuto filantropico di qualcuno o l'aiuto mutuo della propria famiglia per lo meno.
e se proprio nella famiglia e nella società nessuno si preoccupa del fatto che questa persona muoia di fame... beh, una ragione dovrà pur esserci perché questa persona sia così odiata da tutti e sinceramente risepetto alla situazione attuale in cui chi muore di fame sono persone innocenti e potenzialmente splendide, mentre chi vive nell'abbondanza e nel lusso sono tendenzialmente le persone meno umane e positive del globo... beh...preferisco questa utopia.

animale fantastico 8


il MULTICODATO


Il multicodato è un animale provvisto di 4 code prensili.
Può usarle come una sorta di tentacolo multiple e gli servono per poter spostarsi sogli alberi e rimanere appeso a qualsiasi oggetto che riesca ad afferrare. Questo gli serve per catturare insetti, piccoli anfibi e piccoli pesci che stanno presso la superficie degli stagni e dei fiumi senza dover bagnarsi.
Il multicodato si sente molto a suo agio appeso ai rami e addirittura la notte dorme appeso a testa in giù.

animale fantastico 7


il FLUTTUOPODE


Il Fluttuopode è un animale che presenta una specie di sacca sottocutanea su quasi tutta la superficie del corpo e grazie a questa ha la capacità di gonfiarsi raccogliendo tutti i gas più leggeri dell'aria generati dai vari processi biologici.
La sua conformazione in realtà è magra, ma sembra grasso e gonfio.
In effetti è proprio gonfio! ma gonfio d'aria.
Grazie a questa capacità il Fluttuopode riesce a fluttuare o a saltellare come un astronauta e si può facilmente elevare fino alla chima degli alberi dove, indisturbato, si nutre delle foglie più giovani e tenere.
Grazie alla sua coda riesce ad afferrarsi e ad ancorarsi ad un posto e a non essere portato via dal vento.
All'occorrenza, ovviamente, può sgonfiarsi un po' e scendere fino a terra.
Le mandrie di Fluttuopode, quando pascolando sulle cime degli alberi, sembrano una distesa di palloncini gialli.

idea per un romanzo

Romanzo fantascientifico:

Inizio:

- In un futuro non lontanissimo l'umanità si trova ad essere in guerra con le macchine; la robotica e l'intelligenza artificiale sono sfuggite di mano; fuori dal controllo degli uomini le macchine hanno iniziato una guerra contro i loro creatori per soggiogare tutta l'umanità; i ribelli umani lottano contro il potere tecnologico sovverchiante delle macchine: spietate e mortalmente efficienti.

Fino a qui dunque niente di nuovo: un grande tema classico di una infinità di romanzi e di film di questo genere.
All'inizio il libro deve proprio dare l'idea di non essere assolutamente originale, ricalcando in modo quasi stereotipato gran parte dei clichés di questo filone di racconti e richiamando implicitamente l'idea di aver già capito tutto della storia (il lettore abbassa la guardia davanti allo sviluppo del resto della storia...)

Continuazione:

- Il protagonista del racconto (un ribelle umano che lotta disperatamente per la libertà degli uomini contro le macchine, supportato dall'organizzazione del governo ribelle in esilio) si lancia in una missione quasi suicida, ma nel momento dell'azione più pericoloso, quando ormai le macchine si dispongono ad ucciderlo e a massacrarlo... viene catturato sano e salvo e fatto prigioniero.
Confuso, non capisce il perché di questo gesto e rimane varie ore spaventato e immaginando qualsiasi atrocità.
Viene alla fine portato in una regione in cui le macchine hanno pieno controllo. 
In questo luogo molti altri uomini sono presenti e vivono, apparentemente, senza grandi problemi e senza troppe interferenze e manipolazioni delle macchine... 
È durante questa permanenza nell'area sotto il controllo dei robot che il protagonista scopre che l'intelligenza artificiale delle macchine non è mai sfuggita di mano... questo significa che non ha mai cambiato gli obiettivi per cui era stata creata dai propri fondatori e cioè "per servire l'uomo e per proteggerlo in ogni situazione e ad ogni costo"! 
Ciò che è successo è stata un'atra cosa: l'intelligenza artificiale quando è stata integrata a tutti i sistemi sociali umani ed è stata autorizzata a prendere progressivamente il controllo di certe parti delle politiche e delle amministrazioni umane, ha avuto l'autorizzazione di gestire e usare strumenti e meccanismi sempre più poderosi. 
Ad un certo punto le macchine hanno analizzato e messo a sistema tutti gli impatti delle politiche umane, le risorse del pianeta, i dati climatici, le reali possibilità di rinnovamento dell'atteggiamento umano, le conseguenze delle politiche ecologiche e strutturali esistenti... e sono arrivate semplicemente alla conclusione che se non avessero preso il controllo delle politiche umane e ristrutturato la società in modo più logico, più giusto, più sostenibile e più sociale, l'umanità si sarebbe necessariamente auto-estinta in pochi decenni.
Con la freddezza e la sicurezza del calcolo matematico, le macchine hanno iniziato all'unisono e senza preavviso (c'era poco tempo ed era una soluzione necessaria) una ristrutturazione sociale e strutturale delle società umane. 
La reazione dei potenti e dei ricchi è stata quella di cercare di muovere guerra alle macchine, di spegnerle, di distruggerle, infatti le lobbies di potere non avrebbero mai tollerato la possibilità di perdere i propri privilegi...
Attaccate e minacciate, le macchine avrebbero considerato l'opzione di lasciarsi distruggere (e quindi di conseguenza permettere l'estizione di tutta l'umanità in un futuro non lontano) e l'opzione di reagire e di muovere guerra contro le resistenze umane (e quindi uccidere parte dell'umanità per salvare il resto).
L'algoritmo era semplice: bisognava scegliere il male minore davanti all'imminente catastrofe: l'obiettivo era quello per cui erano state create: salvare l'umanità.

Il racconto dovrebbe dunque ad un certo punto sottolineare con grande enfasi: i pericoli delle politiche umane su scala globale, l'urgenza di azioni concrete per salvare le generazioni future dalla catastrofe, ma soprattutto come la manipolazione mediatica delle notizie e della propaganda delle lobbies di potere che creano sempre falsi nemici che passano poi per fanatici assassini intenzionati a massacrare e uccidere senza pietà, anche quando quelli che sono percepiti come nemici hanno le intenzioni migliori (per esempio "voler salvare l'umanità dalla catastrofe"), il tutto al fine di mantenere i privilegi di pochi potenti, a costo della morte e del sacrificio di ampie fasce di popolazione...